“Se nella prima mezz’ora non capisci chi è il pollo…
… allora il pollo sei tu” [Thomas Preston, campione del mondo di poker nel 1972]
Si… oggi voglio parlare del poker… questo sconosciuto.
Sconosciuto e denigrato troppo facilmente dalla maggioranza della popolazione che non conosce affatto o che ne conosce solo gli aspetti negativi. Certo… quando si sente parlare di persone rovinate dal gioco e che hanno perso cifre esorbitanti accanendosi in un vano tentativo di vincita non si possono avere altro che opinioni negative, ma a mio avviso è la stupidità umana a portare a certi livelli, non il gioco in sè. E con la stupidità si va poco lontano, poker o non poker che sia.
E cosi dopo Cecchi Paone anch’io ho deciso di fare outing, ma per fortuna non per lo stesso suo motivo
Voglio fare outing e dire in tutta tranquillità che si, anch’io nel tempo libero sono un piccolo giocatore di poker. E’ solo un passatempo e non c’è niente di illegale o di oscuro nel farlo. Voglio quindi dire apertamente a tutti quelli che si possono preoccupare che non ho perso cifre spropositate di denaro (si, è vero… al momento non sono in attivo… ma quanti di voi sono in attivo nel gioco del superenalotto o nel gratta e vinci, tanto per fare un esempio?) e che vivo benissimo anche senza giocare escludendo quindi qualsiasi forma di dipendenza. Ma andiamo con ordine…
Per prima cosa, per tranquillizzare un pò gli animi, voglio definire in maniera oggettiva e anche l’uso di note legali il concetto di poker.
Il poker innanzitutto è un gioco di carte, basato sui concetti fondamentali di probabilità, valore atteso e psicologia. Non ho parlato di fortuna e già questo lo distingue da giochi d’azzardo dove la componente della fortuna la fa da padrone: mi riferisco alla maggior parte dei giochi classici da casinò e non solo: roulette, slot machine e black jack, ma non crediate che il gratta e vinci o lo stesso superenalotto, sulle prime pagine di tutti i giornali soprattutto in questi giorni per la vincita da 100milioni di euro, non siano da meno. Nel poker, la fortuna è una componente che può risultare determinante nello sviluppo di una singola mano o in una sessione di gioco, ma non è assolutamente la componente più rilevante: per vincere con una certa regolarità il giocatore dovrà essere in grado di ridurre al minimo i rischi e dimostrare le proprie capacità, non certo affidarsi alla sola buona sorte. Il buon giocatore di poker può essere visto come il buon dirigente d’azienda: il dirigente d’azienda fa investimenti in denaro e compie delle scelte per incrementare il proprio profitto, e per fare questo è importante osservare, studiare e valutare gli andamenti del mercato e il comportamento dei propri concorrenti. Quando è bravo il guadagno si concretizza, quando commette degli errori può perdere parte del denaro investito.
Nel poker ci sono numerosissime varianti di gioco anche se certamente la più diffusa è attualmente quella del Texas Hold’em caratterizzato dalla distribuzione di due carte per ogni giocatore al tavolo e da cinque carte comuni visibili a tutti. Vince chi, prendendo le cinque carte migliori delle sette totali (2 nascoste + 5 pubbliche) ha la mano migliore in base alla scala di valori tipica del poker. Questa variante di gioco prese piede negli Stati Uniti (e dove se no?) a metà ‘900 quando a Las Vegas venne organizzato il primo WSOP (World Series of Poker), ma il boom vero e proprio si ha soltanto nei primi anni del 2000 quando sono state introdotte le telecamere integrate nel tavolo in modo da mostrare le carte dei giocatori (aumentanto la spettacolarità televisiva) e il poker on line sul web. Negli ultimi anni anche le tv italiane hanno portato i grandi eventi internazionali di poker nelle nostre case e questo ha contribuito a far si che questo gioco diventasse sempre più popolare e sulla bocca di tutti.
Il poker alla texana si può giocare a sua volta in due modalità ben distinte: cash (ma a quel punto si può parlare di gioco d’azzardo in quanto il giocatore mette sul tavolo direttamente il proprio denaro) oppure in modalità di torneo (e in questo caso si parla di poker sportivo, che è quello che si vede spessissimo anche in tv e che è l’unico al quale io gioco). Ai tornei si può partecipare, così come avviene nei tornei di qualsiasi altro sport, pagando una quota di iscrizione ben definita: ci sono tornei da pochi centesimi di euro fino a torni in cui le tasse di iscrizione sono di cifre notevoli (per partecipare alle tappe dei tour internazionali si parla anche di quote di qualche migliaio di euro). La quote di iscrizione (definita anche buy-in) è composta da una parte che va nel montepremi e da una piccola percentuale che va invece all’ente organizzatore. Così come in qualsiasi torneo, fin dal momento dell’iscrizione ogni giocatore sa esattamente quanto andrà a spendere, quali piazzamenti sono pagati e quanto può vincere in caso di piazzamento. Questo è un concetto molto fondamentale, che fa si che tornei di questo tipo non siano considerati gioco d’azzardo.
Cit. Legge Finanziaria all’art.1 comma 93 che ha emendato l’art 38 comma 1 lett b del decreto Bersani - Visco sulle liberalizzazioni (decreto legge 4 luglio 2006 n.223 convertito con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006 n. 248) che stabilisce: “i giochi di carte di qualsiasi tipo, qualora siano organizzati sottoforma di torneo e nel caso in cui la posta di gioco sia costituita esclusivamente dalla sola quota d’iscrizione, sono considerati giochi di abilità”
Una variante del gioco in modalità torneo, ma che è comunque da considerare in termini giuridici come gioco d’azzardo, è quella modalità in cui a seguito di un buy-in iniziale come in tutti gli altri tornei, prevede un numero illimitato di ”rebuy” (ovvero di pagamenti per avere altre fiches) nel caso in cui il proprio conto arrivi a zero. Ovviamente c’è un limite di tempo massimo entro il quale sono ammessi questi rebuy, altrimenti il torneo avrebbe durata infinita. Tuttavia, mancando appunto la certezza dell’investimento, questo tipo di torneo è considerato gioco d’azzardo e pertanto illegale in Italia.
Le sessioni di gioco con la formula del torneo possono avere un numero di concorrenti da due (e in questo caso si parla di heads-up) a infinito (ci sono eventi che contano un numero prossimo ai 10mila partecipanti e sono necessari 3-4 o anche 5 giorni per essere portati alla conclusione). I tavoli possono essere da 2, 6 e 10 giocatori e di conseguenza per tornei con più di 10 partecipanti si parla di tornei multi-tavolo. Personalmente, dopo un avvio di gioco nel quale preferivo l’heads up, la mia esperienza di gioco mi ha portato a soffermarmi sui tornei single-table a 6 giocatori dal buy-in compreso fra 1 e 2,5 euro. Ognuno di questi tornei da 6 partecipanti prevede partite di circa 45-60 minuti prima di avere il nome del vincitore.
In tutto il discorso fatto fin qui, la costante che si ripresenta è che comunque il gioco del poker, a prescindere dalla modalità, è comunque legato a un investimento in denaro, grande o piccolo che sia. Mi si potrà quindi obiettare il fatto che magari, partendo con pochissimi soldi spesi e restando in una condizione non allarmante, una persona potrebbe essere indotta a giocare sempre di più, a rischiare oltre le proprie possibilità e ridursi davvero male. Purtroppo è vero, c’è questo rischio, però bisogna sempre considerare che, come gia detto, non è il gioco a essere pericoloso bensì è il cervello. Una giocata da 5 euro all’ippodromo fatta così, tanto per giocare e passare una serata diversa dal solito, non è pericolosa. Giocare 2 euro al superenalotto sapendo che le probabilità di vincita sono praticamente nulle non è pericoloso. Giocare anche alla roulette e puntare 5 euro su un numero non è pericoloso. E da notare che in tutti questi casi che ho citato, a differenza del poker, si tratta addirittura di gioco d’azzardo puro dove le probabilità di vittoria sono legate esclusivamente alla fortuna. Quello che c’è di pericoloso è il modo che ognuno di noi ha di affrontare e gestire le situazioni. Inoltre c’è da dire che forse il poker è l’unico gioco di carte che, privandosi della componente dell’investimento di denaro, perde di qualsiasi senso. Tutti sarebbero capaci di andare a vedere un rilancio di un avversario se non fossero fregati da una perdita di denaro, piccola o grande che sia. Tutti sarebbero capaci di bluffare sparando alto con le puntante. In poche mani, tutto il vostro budget virtuale verrebbe messo sul piatto e questa è una cosa che non si verificherà mai nella realtà di un vero torneo. Qualsiasi tecnica, qualsiasi capacità, qualsiasi studio perderebbero di significato. Per rendervene conto provate a scaricare uno dei tanti software di poker on line e provatelo in modalità gratuita. Dopo un paio di partite provatene a giocare una investendo anche solo 20 centesimi. Vi renderete conto subito voi stessi quello che vi ho appena detto.
Ripeto e continuerò sempre a ripetere che quando si giocano dei soldi, pochi o tanti che siano, a poker o in qualsiasi altro gioco (scommesse, gratta e vinci, superenalotto, casinò….) bisogna farlo con la testa. Accanirsi contro una perdita dicendo “adesso finchè non vinco qualcosa vado avanti” oppure diventare morbosi e passare 12 ore al giorno davanti a un tavolo verde privandosi di qualsiasi altra cosa è sbagliato e condannabile. Bisogna ragionare e razionalizzare tutto, senza lasciarsi prendere da impulsi di ricchezza improvvisa: nessuno ti regala niente così facilmente e è vero che in tv si vedono di persone che vincono cifre esorbitanti dell’ordine del milione di dollari, ma si tratta di professionisti del gioco… gente che ti sa leggere cosa hai in mano guardando come sbatti gli occhi o che semplicemente ha un intuito fuori dal normale. Insomma… sono solo pochi eletti coloro che hanno le capacità di vincere cifre pazzesche al tavolo verde. Non pensate di trovare la fortuna giocando a poker. Solo poche… pochissime persone si arricchiscono davvero e quindi è inutile accanirsi. La realtà è appunto che il poker deve essere solo considerato come un passatempo e un modo per mettere alla prova le proprie capacità, che può farti vincere 10 euro ma anche farteli perdere. E così come c’è chi si gioca al superenalotto 2 euro, 3 volte a settimana, tutte le settimane, per un totale di circa 20-30 euro al mese io posso decidere di giocarmi qualche soldo in questo modo, giusto? Soprattutto considerando che io l’ultimo versamento di 20 euro l’ho fatto verso metà agosto. Insomma… non è che mi gioco tutti questi soldi, come potete vedere…
La prerogativa è dunque il controllo mentale. Coltrollo mentale che evita di fare le cosiddette “brutte fini”, ma che permette anche di vincere qualcosina e di togliersi un pò di soddisfazioni. Il gioco del poker è concettualmente molto semplice. Le regole sono poche e chiare e tutti, proprio tutti, con una breve spiegazione e dopo poche mani di prova possono giocare. Ma le difficoltà sono accuratamente nascoste ed è solo scornandosi con la propria inesperienza e la propria foga che si può imparare. Io gioco a poker online da circa 6 mesi e solo adesso sto imparando, pian piano, determinate cose che nessun libro e nessun forum vi può spiegare. Considerando il fatto che ogni giocatore ha il suo approccio personalissimo al tavolo, io non potrò mai venire a spiegare a te, caro lettore, come fare a giocare per vincere qualcosa. Posso dare dei consigli (e lo farò a breve, probabilmente nel prossimo articolo che scriverò su questo blog), ma non prendere tutto come oro colato. Quello che vale per me può non essere adatto al tuo approccio mentale del gioco e pertanto non funzionare. Io adesso sto vincendo una quantità discreta di tornei che mi stanno consentendo di giocare in tutta tranquillità il budget che ho accumulato. Non sono ancora in attivo rispetto al totale del mio investimento (si parla di circa 150 euro investiti in 6 mesi e attualmente sono a -58 euro, tanto per fare outing completo) ma al momento sono in netto recupero e non posso di certo lamentarmi. Mi diverto, mi metto alla prova, passo il tempo e non corro rischi eccessivi. Cosa faccio di male?
Ripeto ancora una volta: controllo, attesa, intelligenza e ragionamento. Questi sono i concetti fondamentali che non dovrete mai dimenticare, nè quanto vi giocherete 50 centesimi nè quando (e ve lo auguro) vi troverete al main event delle WSOP a Las Vegas.


Complimenti ! Sei un ragazzo intelligente.
Mi sono permesso di dare un giudizio ( anche se non richiesto) solamente perche’ nonostante io sia molto piu’ vecchio di te ti sento particolarmente generoso e vitale. (e quindi come tale a rischio !!!)
Nella mia vita e’ stato molto raro incontrare un giovane che percepisca il rischio non come mortificazione ma come vita.
Fino ad ora …….ho visto tanti sconfitti, collassare assieme alla loro avidita’ dentro se’ stessi, cercando per tutta la vita di usare ed afferrare tutto quello che era a loro portata di mano, come se vivere la propria vita volesse dire “spegnere quella degli altri”
Anche io (come te) ho amato il poker ( ma ho giocato per prudenza molto raramente)
Mi e’ piaciuto pero’ molto l’analisi che hai fatto del gioco (la ritengo centratissima ed ho sentito che ne conosci bene l’anima )
Per rimanere in tema, di partite a pocker ormai io ne ho gia’ fatte moltissime ( non mi riferisco al tavolo verde ma al tavolo della vita) e vivere la vita come un gioco e’ molto bello ma anche un po’ percoloso.
“A probabilita’, valore atteso, psicologia, io al gioco aggiungerei ……….curiosita’, pazienza, prudenza, amare la vita con gli altri imparando a fare da “secondo” prima di fare “da cane guida” (Proprio come il poco veloce Balto)
Buona fortuna di tutto cuore.
Roberto (un vecchio ingegnere)
Comment by Roberto — Friday, 8 January 2010 @ 2:28 am
Vi scrivo per invitarvi a partecipare al nostro programma di scambio link.Vi prego di farmi sapere se siete interessati a discutere ulteriormente
questa proposta. Abbiamo molti siti di qualità su argomenti diversi.
Sarò felice di fornirvi maggiori dettagli dopo avere ricevuto la vostra
risposta.
Comment by Marco — Wednesday, 17 March 2010 @ 12:37 pm