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Monday, 15 September 2008

E’ questo il tempo delle cattedrali…

Filed under: Musical, Notre Dame de Paris, Uncategorized, Verona — admin @ 7:40 pm

“E’ una storia che ha per luogo Parigi
nell’anno del signore millequattrocentottandadue
storia d’amore e di passione…”

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E’ con queste parole, musicate da Riccardo Cocciante e cantate dal poeta Gringoire, che all’Arena di Verona sabato 13 settembre, è iniziato il musical Notre Dame de Paris. E nonostante abbia gia visto questo musical diverse volte, non appena si sono accese le luci blu della prima scena del primo atto e non appena Gringoire, seduto sui pallet in legno alla destra del palcoscenico, ha intonato queste parole, non ho potuto controllare i brividi lungo le braccia e il piccolo groppo che mi si è formato in gola.

Ma andiamo con ordine…

I biglietti erano gia in nostro possesso da parecchio tempo… dal giorno stesso in cui sono stati messi in vendita (mi pare fosse Maggio). La data era quella del 13 settembre, sabato. Era da diverso tempo che Notre Dame non era in scena in Italia e iniziavo a sentirne la mancanza e in più non l’avevo mai visto all’arena di Verona, un luogo che secondo me riesce a donare un tocco di magia in più che qualsiasi teatro, stadio o piazza non riuscirebbe a dare. Doveva essere la data conclusiva dell’ultima tournee italiana e doveva essere anche l’ultima occcasione per applaudire il cast originale (almeno quello dei ruoli principali) con Lola Ponce nei panni di Esmeralda, Giò di Tonno nei panni del gobbo Quasimodo e Matteo Setti. Era esattamente il decimo anniversario dalla data della sua prima comparsa (prima assoluta a Parigi il 16 settembre del 1998). Un’occasione unica. I biglietti erano per il settore Poltronissima Gold, settima fila centrale. Posti perfetti. Compagnia perfetta (in tutto eravamo in sei, ma soprattutto affianco a me c’era la mia ragazza). Tutto sembrava perfetto…

Sembrava… appunto!

Dopo un’estate torrida e calda, dove non ha praticamente mai piovuto da metà giugno a questo weekend (ha piovuto solo un paio d’ore la sera di ferragosto), le previsioni meteo della settimana passata davano motivo di forte preoccupazione: fronti freddi in avvicinamento al nord Italia, temporali diffusi si tutte le regioni, arrivo imminente dell’autunno. Momento apice della perturbazione: si… proprio quel giorno… sabato 13 settembre!

Ho passato l’intera settimana a controllare le previsioni meteo su almeno 4-5 siti diversi e tutti erano concordi. Nessuno dava speranze di un sabato quanto meno decente a Verona. Nella ormai vana speranza di errore, per sicurezza ci siamo attrezzati per il peggio: vestiti pesanti, scarpe ovviamente chiuse, ombrelli e doppio strato di mantelline impermeabili. Sui biglietti c’era scritto chiaramente che lo spettacolo si sarebbe fatto anche in caso di pioggia (salvo uragani e temporali di notevole intensità) e quindi dovevamo arrangiarci in qualche modo. Dopo una partenza dalla Romagna con una situazione meteo accettabile e a tratti anche buona, a 30-40km da Verona la situazione si è fatta a dir poco tragica. Dal cielo nerissimo scendava non pioggia, ma acquazzone torrenziale con le auto che in autostrada andavano entro i 70-80km/h a causa della scarsa visibilità. Alle 18 circa, all’arrivo a Verona, la situazione non era cambiata: acqua, tantissima acqua e cielo nero che non prometteva niente di buono. Dopo aver parcheggiato a pochi passi da Piazza Brà sulla quale sorge l’Arena, non avendo molte alternative, abbiamo indossato le mantelline e siamo andati agli ingressi dell’arena per sapere se lo spettacolo si sarebbe effettivamente svolto oppure no. Risposta: “Si, per ora lo spettacolo si fa. La risposta definitiva però verrà data alle 21″.

Sempre sotto il diluvio siamo andati a fare due passi sotto i portici di piazza Brà che ovviamente erano stra-mega affollati con tutta la gente che cercava riparo. Gia Verona è una città meta turistica… se poi si aggiunge il fatto che da li a poche ore l’arena si sarebbe riempita per lo spettacolo… beh… ecco che si può immaginare quanta gente c’era alle 18.30 circa sotto quei portici! Alla fine alle 19 abbiamo deciso di metterci comodi in una pizzeria proprio alle spalle dell’arena per cenare. Tanto fuori avremmo potuto fare poco… tanto valeva mettersi comodi, all’asciutto e mangiare qualcosa.

Ristorante Pizzeria Rialto. Abbiamo occupato gli ultimi 2 tavolini rimasti e abbiamo ordinato 6 pizze. Ristorante che vanta le sue 5 stelle lusso e che indubbiamente le avrà anche meritate però…. boh… diciamo che la posizione era sicuramente da 5 stelle e che per la cucina rimando il mio giudizio fino a quando mangerò qualcosa di un pò più impegnativo, in un momento in cui la pioggia non distrarrà il mio umore e il via vai di pellegrini bagnati e in cerca di riparo non invaderanno l’atrio nel quale praticamente stavo mangiando. La pizza era tutto sommato buona, ma solo se vi piace la pizza un pò più piccola di diametro e un pò più soffice. Avete presente un piatto da pizza? Ecco… la loro pizza non lo riempie completamente. Ripeto: gusto buono e alla fine lo stomaco si riempie, ma agli occhi non fa una gran figura. Ultima battuta sui prezzi: diciamo altini… una pizza margherita 6 euro e le pizze appena farcite andavano tranquillamente sopra gli 8 euro. Si fanno sicuramente pagare la posizione indubbiamente privilegiata e ai prezzi standard già altini applicano un ricarico del 10% sul conto totale nel caso in cui vogliate gustare un piatto dopo lo spettacolo serale dell’Arena. Mica male come business…

Durante la cena gli sguardi e i pensieri di tutti erano indubbiamente rivolti verso l’esterno dove continuava imperterrito il diluvio. Ormai si erano fatte le 20 e le speranze erano ridotte a un misero lumicino. Dopo il caffè mio babbo è andato verso l’esterno del locale per una sigaretta e al suo ritorno una notizia leggermente positiva: “si dai… piove, però sembra un pò meno di prima….”

Tempo di pagare il conto e di uscire dal locale e ecco la sopresa delle sorprese. Non pioveva più!! Si era alzato un leggero vento (freddo) che probabilmente era riuscito a spazzare via le nuvole cariche d’acqua e la pioggia stava concedendo una inaspettatissima tregua. Due passi verso le auto (dovevamo pagare altre due ore di parchimetro a 1,50 euro all’ora… sti cazzi…) e la sorpresa delle sorprese: sopra i tetti di verona, nel buio della sera, si intravedeva un chiarore che poteva sembrare…. forse era… SI! era la luna!! Una splendida luna piena nel cielo di Verona a 20 minuti dalle nove di sera!! Non avevamo parole, ma si sentiva che gli animi erano leggermente più sollevati e c’era spazio anche per qualche sorriso. Certo non era la serata perfetta che magari sognavamo 2 settimane fa, quando si parlava di fare un giro per Verona, vedere le vetrine del centro, il balcone di Giulietta, piazza delle Erbe e poi passare una bella serata di fine estate nelle prime file dell’arena, ma visto quello che c’era stato fino a mezz’ora prima nessuno di certo si poteva lamentare!

Alle 21 ci siamo accomodati ai nostri posti. Comodissime poltroncine rosse rivestite in velluto e in un’ottima posizione rispetto al palco. Perfetto! Lo spettacolo è iniziato circa verso le 21.20/30 con le luci blu sul palcoscenico e Matteo Setti seduto sulla destra del palcoscenico che canta “Il tempo delle cattedrali”. Da brividi…!

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La storia, che probabilmente conoscerete già essendo stata trattata più e più volte in diverse forme artistiche, è quella di un gruppo di zingari provenienti dai Pirenei spagnoli (dall’Andalusia) che, nel 1482, arriva alle porte di Parigi. Frollo, il curato di Notre Dame, vuole impedire il loro accesso alla città e per fare questo si avvale delle guardie capitanate da Febo. Il cuore di Frollo viene però scalfito da una delle zingare, Esmeralda, che ben presto riesce a far innamorare di sè ben tre persone: Frollo, Febo (gia promesso sposo a Fiordaliso) e il gobbo Quasimodo che vive nascosto nelle torri della cattedrale parigina. La storia, fra tradimenti, inganni, omicidi e condanne non ha mai un attimo di tregua e si conclude con la morte di Esmeralda e con Quasimodo che decide di lasciarsi morire affianco a lei in una sorta di cimitero affianco alla cattedrale.

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E qui l’aspetto più misterioso di tutta la vicenda. Durante alcuni scavi nei pressi della cattedrale di Notre Dame di Parigi, i ricercatori hanno trovato due scheletri, uno dei quali abbracciava l’altro. Uno di questi scheletri (che era di una donna) era ancora coperto da qualche lembo di stoffa bianca e con un sacchetto di seta ornato da perline verdi. L’altro scheletro era di un uomo e aveva la colonna vertebrale deviata, la testa incassata fra le scapole e una gamba più lunga dell’altra. Non aveva vertebre cervicali rotte e di conseguenza non era stato impiccato. Era arrivato li da solo e si era lasciato morire. …e quando i ricercatori hanno provato a separare i due corpi, lo scheletro dell’uomo cadde in polvere.

A fine spettacolo è stata un’ovazione di applausi per il cast, tutti bravissimi. Non vi so dire quanti minuti di standing ovation si siano riversati addosso ai ragazzi del cast… fatto sta che erano applausi meritatissimi. Bravissimi i protagonisti (incredibile la voce di Matteo Setti, di Gio di Tonno e di Lola Ponce) ma fantastici tutti… i ballerini, gli acrobati… davvero tutti. E io li ringrazio uno a uno per avermi regalato una serata simile.

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Per finire un pò di dati tecnici e di numeri sul musical.

Opera scritta da Luc Plamondon con musiche originali di Riccardo Cocciante e tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo.
Versione italiana sotto la regia di David Zard e testi in italiano di Pasquale Panella.
Debutto a Parigi il 16 settembre 1998, debutto in Italia il 14 marzo 2002 a Roma.
10 anni di tournee mondiali toccando Corea del Sud, Belgio, Svizzera, Canada, Russia, Germania, Bielorussia, Spagna, Repubblica Ceca, Gran Bretagna e Stati Uniti (debutto americano a Las Vegas e successivamente tappe a Broadway, New York City).
Tutt’ora lo spettacolo musicale di maggior successo in Francia (stime intorno ai 4 milioni di spettatori solo in territorio francese).
Due milioni di spettatori dichiarati in Italia.
Quindici milioni di spettatori in tutto il mondo dalla data d’esordio.

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Cast originale italiano:

Quasimodo: Giò Di Tonno, Fabrizio Voghera
Esmeralda: Lola Ponce, Rosalia Misseri
Gringoire: Matteo Setti, Heron Borelli, Mattia Inverni
Clopin: Marco Guerzoni, Christian Mini
Frollo: Vittorio Matteucci, Fabrizio Voghera, Christian Gravina
Febo: Graziano Galatone, Heron Borelli
Fiordaliso: Claudia D’Ottavi, Chiara Di Bari

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Cast all’Arena di Verona, sabato 13 settembre 2008:

Quasimodo: Giò Di Tonno
Esmeralda: Lola Ponce
Gringoire: Matteo Setti
Clopin: Leonardo Di Minno
Frollo: Fabrizio Voghera
Febo: Alberto Mangia Vinci
Fiordaliso: Ilaria De Angelis

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