9-11
A volte succede che alcuni eventi restino così tanto impressi nella memoria di una persona da far ricordare esattamente tutto quello che si stava facendo quando è arrivata la notizia, dove e con chi si era… a volte anche come si era vestiti e addirittura cosa si stava mangiando se per caso si era a tavola. A volte possono essere eventi emozionanti e piacevoli ma possono anche essere eventi drammatici e dolorosi.

Ricordo per esempio la vittoria dell’Italia al mondiale di calcio del 9 luglio 2006: ricordo che ero in casa con i miei genitori e mio fratello e ero seduto sulla panca di marmo della mia sala mentre Grosso calciava l’ultimo rigore. Ricordo che mio babbo era sul divano alla mia sinistra al suo solito posto, mio fratello nella poltrona davanti a me rivolto verso la tv e mia mamma che si era degnata di venire a seguire quei momenti solo in occasione dei calci di rigore e si era seduta a un metro da me.
Ricordo la mattinata di venerdi 30 dicembre 2005 quando a casa, tramite posta, è arrivata la comunicazione da parte del comitato olimpico di Torino 2006 che mi annunciava che ero stato scelto a far parte della squadra dei 10000 tedofori che da li a pochi giorni avrebbero portato la fiaccola olimpica delle olimpiadi invernali. Mi ero svegliato da poco e mia mamma mi ha chiamato dicendomi che c’era posta per me. Ho preso in mano la busta ancora chiusa e, non appena ho visto il logo azzurrino delle olimpiadi di Torino, le mie mani hanno iniziato a tremare perchè già avevo capito cosa quella busta conteneva. E vi giuro che dal momento in cui ho preso fra le mani la lettera e ho iniziato a leggere “Congratulazioni Luca, è con grande piacere che….” è stato davvero difficile continuare a leggere a alta voce mentre i miei genitori erano li che ascoltavano… So che non tutti possono capirmi e che per alcuni di voi una notizia simile non avrebbe avuto tutto questo significato, ma per me il significato c’era…. e era un significato davvero emozionante.
Ricordo poi la mattina in cui ho fatto l’esame orale di maturità e sono andato in centro a Cesena andando a trovare mia mamma che in quel periodo lavorava al mercato; ricordo il giorno in cui ho preso la patente di guida; ricordo le lacrime di emozione scese quando per la prima volta, la sera del 4 dicembre 2005, sono atterrato in suolo americano all’aeroporto di Miami; ricordo il giorno della mia laurea e ricordo tanti altri momenti importanti della mia vita.
Il più delle volte, però, sono proprio gli eventi drammatici a rimanere maggiormente impressi nella memoria. Ricordo il 2 febbraio 2002, quando ho chiamato mia mamma per sapere come stava il nonno che era in ospedale colpito da una grave malattia e lei mi ha detto che era appena morto; impossibile poi dimenticare la sera di sabato 14 febbraio 2004 quando, nel momento in cui stavo pagando il conto per una cena all’osteria dell’Acqua di San Carlo, ho sentito l’edizione straordinaria del TG5 che stava guardando il proprietario del locale e che dava la notizia della morte di Marco Pantani; ricordo la mattina in cui mi sono svegliato all’hotel Castagna di Montecchio Maggiore e accendendo la tv, il primo canale sintonizzato, la CNN, stava dando la notizia della morte di Luciano Pavarotti.
E impossibile è anche dimenticare il primo pomeriggio dell’11 settembre 2001.
Era il primo pomeriggio in Italia, circa le 14.30 e io come tutti i martedì di quel periodo ero nell’azienda dei miei genitori a svolgere il mio lavoro di tecnico informatico. A un certo punto arriva la notizia da parte di uno dei ragazzi che era in pausa in sala tv: “Un aereo si è schiantato contro le torri gemelle di New York!!” Tutto l’ufficio è sceso al piano inferiore davanti alla tv accesa che gia trasmetteva le prime immagini della torre nord del WTC in fiamme e con i giornalisti che non avevano ancora capito cosa stava succedendo. Si parlava dell’ipotesi di un terribile e fatale incidente aereo quando, all’improvviso, in diretta, si è visto un secondo aereo raggiungere e schiantarsi contro la torre sud. A quel punto tutto era più chiaro. Si trattava di attentati terroristici e i titoli delle testate giornalistiche si erano trasformati in “New York under attack”. I momenti seguenti erano caratterizzati dal panico sulle strade di New York e dal silenzio incredulo mio e dei miei colleghi.
(La prima breaking news della CNN che annuncia il disastro aereo sulla torre nord)
(Il secondo aereo si schiata in diretta CNN sulla torre sud)
Poco dopo le torri, prima quella sud e poi quella nord, sono crollate. Torri alte piu di 400 metri, con una capienza massima di circa 50000 persone, sono crollate su loro stesse come se fossero due enormi castelli di sabbia.
Nelle stesse ore, altri due aerei sono stati dirottati e fatti schiantare al suolo. Uno contro il Pentagono a Washington e l’altro, presumibilmente diretto verso la Casa Bianca, fatto precipitare per merito di un gruppo di passeggeri che, telefonando ai rispettivi familiari, avevano capito cosa stava succedendo e hanno deciso di vivere da eroi gli ultimi attimi della loro vita.
Questo articolo non vuole essere un racconto di quanto è successo quella mattina nel nord est degli Stati Uniti, fra New York e Washington. Sono già stati scritti libri e mille articoli su internet, sono stati registrati documentari e film. Non c’è più nulla da dire ormai sugli eventi di quel giorno.
Resta solo un enorme vuoto a Ground Zero, Manhattan. Un vuoto che non verrà mai completamente riempito anche quando fra qualche anno, al posto delle Torri Gemelle, verrà costruita la Freedom Tower. Un vuoto che ora io voglio ricordare cosi, a distanza di 7 anni da quel giorno.
Questo articolo è stato solo scritto con l’intento di ricordare. Ricordare le circa 3000 vittime di quella giornata e i superstiti, e dedicare un pensiero a tutti coloro che in quel giorno, in quel momento, avevano parenti, amici o conoscenti coinvolti nell’attacco e che non hanno mai più rivisto.
- 88 persone morte sul volo American Airlines 11 schiantato sulla torre nord
- 59 persone morte sul volo United Airlines 175 schiantato sulla torre sud
- 59 persone morte sul volo American Airlines 77 schiantato al Pentagono
- 40 persone morte sul volo United Airlines 73 diretto alla Casa Bianca e schiantato al suolo
- 2603 persone morte nelle torri gemelle a New York
- 125 persone morte al Pentagono
- 24 persone disperse
Tutte le vittime, tranne 55 militari morti al Pentagono, erano civili.
Più di 90 paesi persero cittadini negli attacchi dell’11 settembre 2001.
Almeno 200 persone saltarono dai piani alti delle torri gemelle in fiamme e morirono precipitando sulla strada dopo 400 metri di caduta nel vuoto.
Tra i soccorritori morirono 314 vigili del fuoco, 2 paramedici, 23 agenti di polizia del NYPD, 37 agenti della polizia portuale di New York e 8 medici e paramedici privati.
Per qualsiasi approfondimento vi suggerisco di partire da Wikipedia che è una fonte precisa e esaustiva di informazioni (le informazioni sui numeri delle vittime le ho prese da lì). Vi segnalo inoltre il film “United 93″ che tratta dell’areo che precipitò in Pennsylvania e presumibilmente diretto alla Casa Bianca e il film “World Trade Center” di Oliver Stone e con Nicolas Cage che racconta la storia vera di due superstiti al crollo della torre sud. E vi segnalo inoltre i numerosi documentari del National Geographic o di Discovery Channel che parlano di questo attacco terroristico, sia da un punto di vista cronistico/tecnico (cronistoria degli eventi, struttura delle torri e cause del crollo, dirottamento degli aerei….) sia da un punto di vista personale e emotivo (interviste i superstiti, racconto delle tragiche ultime telefonate fra le vittime ormai in trappola e disperate e i loro familiari, racconto della storia del “Falling Man”, questo misterioso uomo che è stato immortalato da un fotografo mentre cadeva nel vuoto per scappare alle fiamme delle torri).
Ho sempre ammirato gli Stati Uniti. Ho sempre sognato di poter vivere in quella terra che per me è davvero stupenda. Per ora ho avuto solo la fortuna di visitare la Florida, ma più di una volta mi sono ripromesso di tornare… La prossima volta che tornerò, molto probabilmente, atterrerò al JFK o in uno degli altri due aeroporti della Grande Mela. E visiterò Ground Zero per vedere con i miei occhi l’area in cui, esattamente 7 anni fa, ha preso vita questa nuova Pearl Harbor. Non so se sarà l’anno prossimo, fra due anni o magari in occasione del decimo anniversario, ma in ogni caso, prima o dopo io ci andrò.
God Bless NYC


Ho trovato questo tuo post cercando un’immagine per il mio post di oggi.
Spero non sia un problema se te la rubo… e se ti va passa.
Comment by Romins — Thursday, 10 September 2009 @ 11:38 pm